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05 agosto 2007

Terme varroniane e Montecassino

Ieri siamo stati al monastero di cassino non prima, però, di aver passato un serenissimo pomeriggio alle terme varroniane.
Invito chiunque voglia godersi un pò di fresco a farsi una gitarella fino a cassino.
Le terme sono immerse in un parco, davvero piccolo a dir la verità, in cui scorre una specie di fiume gelido da cui è possibile bere direttamente.
E pensare che ci eravamo portati dietro un pò di sane ed ecologiche bottigliette di plastica con acqua minerale di rubinetto di secondigliano.
E' stato davvero troppo bello mangiare immersi nel verde, sdraiati sotto degli alberi che ondeggiavano al vento.
Siamo stati per ore seduti sulla riva con i piedi penzoloni nell'acqua gelida, mai un panino prosciutto e mozzarella fu più saporito!
Davanti a noi il fiume e dietro, ma molto lontano, il caos del progresso.
A dire il vero, il progresso non è che fosse poi tanto lontano. Tutta colpa di un festival rock-droghettaro organizzato dal campeggio del parco.
Sempre nel parco faceva bella mostra di sè una mostra d'arte (scusate il gioco di parole).
Nella mostra, senza un filo logico a detta di cristina, era possibile prendere visione di quadri gotico-vomitevole inchiodati alle pareti di una casetta di cemento armato, poi c'erano pezzi di specchio ovunque (anche per terra e sui rami) che avrebbero dovuto darci le visioni.
Infine, alcuni manichini erano disposti come se fossero stati sepolti nella terra, praticamente a testa in giù.
L'unica visione che ho avuto era l'organizzatrice della mostra che si faceva un cannone che nemmeno gli americani durante il bombardamento di cassino avevano avuto.
A proposito, cassino fu distrutta nel 1945 e con essa se ne andò il monastero.
Nel monastero, chiaramente un luogo di culto e di pace, si erano rifugiati un migliaio di persone per sfuggire ai bombardamenti degli alleati.
Tra questi non c'erano tedesci o soldati italiani, ecco per cui il monastero fu raso al suolo da oltre 770 arei che uccisero oltre 400 persone.
Salendovi ieri, ho potuto guardare dall'alto cassino e la vallata che fu teatro di tanta distruzione.
In zona ci sono diversi cimiteri di guerra (sicuramente quello polacco e quello tedesco) e mi chiedevo per quale motivo tanta gente andasse a combattere e morire lì.
Qualcuno mi risponderà che c'era chi combatteva per la libertà, chi per un ideale sbagliato...

Secondo me, tutti, ma proprio tutti, combattevano per tornarsene a casa presto.

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