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11 ottobre 2006

Mi sposo civilmente perchè risparmio le tasse

Cumana, direzione Napoli.
Sono seduto spalle alla direzione di marcia, alla mia destra c'è una donna che parlotta con la sua amica bionda che le siede di fronte.
La donna ha una vistoso anello al dito, sembrerebbe una fede.
una bambina rom mi chiede dei soldi per far smettere di suonare il padre
Il controllore, con una pancia troppo grossa e dei pantaloni troppo sotto la linea dell'ombelico controlla che tutto sia in regola. Ha dei baffi e gli occhi azzurri e fa il simpatico con le femmine.
intanto un altro bambino rom mi chiede dei soldi
La tizia bionda dichiara la sua volontà di sposarsi civilmente, perchè così facendo risparmia le tasse. Poi, se avranno soldi si sposeranno in chiesa.
L'amica pur dicendole che è un'ottima scelta, le confessa che ha dovuto sottostare alle richieste dei genitori e dei suoceri organizzando un mega matrimonio con banchetto nuziale no stop.
La tizia bionda inizia a parlare di case, di mutui e di agenzia immobiliari.
Mi addormento, o comunque perdo i sensi per poi riprendermi sul bus che dalla stazione porta nella sterminata periferia Nord di Napoli.
Cristina mi aspetta, sono seduto nel mezzo pubblico e devo subire gli odori, i colori ed i rumori della gente che fa del pullmann la propria casa.
Direi cesso più che casa.
Comunque, a metà strada noto una FIAT Punto colore oro e poi ne noto un'altra! Nella seconda c'era il mio meccanico e quella che portava con disinvoltura nel traffico di Secondigliano, evitando i cumuli di monnezza era la mia macchina.
Scendo dall'autobus, un pò per raggiungere il meccanico e un pò per prendere ossigeno, ma devo scavalcare una montagna di sacchetti neri simpaticamente profumati.
Aldilà della collina di monnezza non ci sono i vietcong, non c'è da guadagnare la libertà o un posto sicuro, bensì casa dei miei dove mi riparo in attesa del miracolo.
Un signore rom suona il violino sotto il balcone dei miei, la moglie mi chiede dei soldi
Il miracolo c'è, si chiama Cristina che alla guida di un macchinone a gas mi rapisce per portarmi a destinazione.
La sera, per tornare a casa altro giro ed altra corsa.
Prendo il mitico R5 (Scampia - Stazione Centrale) con tanti di quei drogati che conto più buchi nelle braccia che pori nella mia pelle.
La stazione mi accoglie puzzolente, sporca e desolata come non mai. Sembra un materasso troppo vissuto, per intenderci.
La metrò la prendo al volo, scendo all'ultima fermata, corro a casa e mi rilasso.

3 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Questa città è sempre più una cloaca a cielo aperto!

mer ott 11, 05:25:00 PM

 
Blogger Carlo ha detto...

Il mio sarcasmo è finito sull'isola dei Famosi.

ven ott 13, 09:29:00 PM

 
Blogger gds75 ha detto...

ve lo ricordate il casoria adventure di toni tammaro?

mer ott 18, 02:53:00 PM

 

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