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16 giugno 2006

Ringrazio fondamentalmente me stesso...

...ossia come andrebbero formalmente scritti i ringraziamenti di una Tesi.
Noterete alcuni omissis e persone indicate solo con le iniziali, purtroppo la legge sulla privacy me lo impone.

I ringraziamenti sono di solito la parte più letta da chi (parente,
amico, correlatore...) sa che non leggerà mai la tesi. Per questo
motivo non voglio sprecarmi nelle solite frasi ad effetto:
"Ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di lavorare in un
ambiente fortemente stimolante...
Ringrazio la mia famiglia, la mia ragazza, tutti quelli
che mi hanno sopportato..."
Non sono mai stato per le formalità, quindi ringrazio fondamentalmente
me stesso!

(la frase in grassetto fu la prima che scrissi quando consegnai la tesi al mio correlatore, il quale minacciandomi mi consigliò ironicamente di scrivere qualche paginetta)

In realtà le cose che voglio dire sono ben altre e se avrete la
pazienza di leggermi fino in fondo, lo scoprirete.


Carlo (cioè io) nasce il 28 maggio del 1973, era un bambino bellissimo
(il tempo lo ha solo in parte rovinato), biondo con occhi azzurri per
circa 3 kg di peso. La prima donna che mi prese, l'infermiera della
clinica che mia mamma continua a ripetere mi mangiava di baci, capì
immediatamente che quel piccolo fagottino avrebbe potuto fare
grandi cose, e subito mi mise il pannolino. Il mio primo ringraziamento
va ai miei genitori, che mi hanno dato, in un mondo di castelli e torri
di carta, l'immagine irreale della coppia perfetta: è mai possibile che
si vogliano così bene? Beh, quando c'è l'Amore si può fare e affrontare
tutto, o quasi.


I due furfantelli (babbuccio e mammina...) non contenti di me, decisero
di farmi un grandissimo regalo: un fratellino! Così Tore nasce una
mattina (magari era pomeriggio...) dell'8 dicembre del 1975 e devo
essere sincero, è stato proprio un bellissimo Regalo.


Supero indenne l'asilo, tranne il primo giorno in cui ho pianto come un
bambino (in effetti ero un bambino) ed affronto con fare spavaldo le
elementari. Durante i miei cinque anni alle elementari sono educato
allo studio dalla maestra Zuccarini, che ringrazio; ma gli anni più
sconvolgenti sono stati le medie. Quante cose si scoprono alle medie!
Tante parole nuove, altre che acquistano significati improponibili e
animali che diventano sorelle dei tuoi amici...


Inizia il liceo, sei anni di cui i primi tre posso tranquillamente
dimenticarli, vista la pochezza degli insegnamenti e degli insegnanti,
ma gli ultimi tre mi hanno dato tanto, forse troppo. Ho conosciuto al
liceo Cuoco i miei amici più cari e sono stato formato dal mio più caro
Amico, un ringraziamento doveroso, sentito e sincero va al mio
Professore di Matematica del Liceo A.C..


Segue elenco dei miei amici di quegli anni di cui purtroppo non riesco
a liberarmi: Antonio Nonno, Sabino Pinocchio, Sonia 'Omm e sua sorella
Rosaria Cazzimma (ciao Barbara e ciao Michele e ciao babbuccio e
mammina de luca!), Sandra Gnoma (saluto anche tua cugina Daniela e la
sua tenda...), Piscopo (un bacione a tua sorella ed alle sue pizze...),
Katia Blek'n'Deker, Rio BigJim, Rita, Manuela 'nzevata. Spero di non
aver dimenticato nessuno, se così vorrà dire che me ne sono liberato...
Per la cronaca ho preso un meritatissimo 58/60 all'Esame di Stato ed il
mio fu il compito di Matematica migliore della scuola.


Inizio l'Università nel lontano 1993, con la spensieratezza di chi
corre incontro ad un destino ignobile e beffardo. Questo destino ha
preso la forma e le dimensioni di essere stranissimi: gli studenti di
Ingegneria. Tra questi devo fare una nomination particolare a Stefano ed
Elvio (come fai a sopportare tuo fratello Imir?), Imma e Luca (Forza
Napoli! E grazie per avermi presentato Nunzia!) che sono stati i miei
primi compagni ed amici, gli altri, meglio non averli incontrati!
Eccoli: Nicola "`Ho un amico che ha un Ranch grande come l'Universo"'
ed Angela "`Ho preparato per la cenetta di stasera giusto lo stretto
necessario..."', Riccardo e cognato (i suoi appunti li uso tuttora...),
Carlo Rocco Siffredi Mascolo, Angelo SoloNapoli.com Testa (quella
partita di calcetto non l'abbiamo MAI giocata...), Betta e signora
(ciao Maurino!), Giovanni Geometria (devo salutare anche l'altro
Giovanni?), Maurizio Sodano, Antonio Atom, Umberto BimboDown, Fabio Homer (qualcuno lo
svegli dal coma, per favore!), Umberto "`E' ora di andare"' e le new
entry Carolina "si sposa a Maggio", Valentina "Premio Nobel",
Massimo "Extracomunitario", Massimiliano "Caffeeeeee", Stefano "ricompilo il kernel ogni 5 minuti", Rosario Cugino di Domenico, Enrico "Riccioli d'olio". Un cenno merita la
Nazionale: Cirillo Antonio e Francesco Delfino, 280 e lode in
due... Peccato che non ho fatto il militare, eh! Allora ringrazio gli
amici dell'ARCI di Napoli.


Un doveroso saluto (per aver spezzato una caviglia una volta...) va
ad i campioni di calcetto del sabato pomeriggio in Scampia, in
particolare: Mario e Luigi Gallo, Puccio (anche tu con la P?), Roberto
Mataluni (e signora: cià Simona!).


Ma i veri campioni di calcetto sono altri: ringrazio per la fiducia
mostratami nell'assegnarmi il ruolo di portiere a Domenico Cotroneo,
solo così ho potuto confrontarmi con il Non Plus Ultra dei portieri di
calcetto, onore al Professore R. che tra un pugno ed un gol ha
mostrato grande fiducia nelle mie capacità di studente. Tali capacità
sono state valorizzate, e lo dico sinceramente, dall'Ing.C.D., grazie! Un bacione va all'Ing. Antonio P. (è proprio vero che ormai la laurea la danno a tutti...) per i consigli
validissimi (quando si impegna il ragazzo mostra le sue qualità,
dovrebbe solo studiare di più), un altro va ai fratelli (omissis)
(possibile che siano veramente così bravi, palestrati e fidanzati con
delle ragazze? Da qualche parte ci sarà il deficit...) ed un saluto
rispettoso a Maurizio.


Ultimo, e non per questo meno esigente degli altri, ringrazio
l'Incredibile Cristiano di Flora, nonostante il mio intervento si è
laureato e poi, non contento, ha saputo sopportare la mia presenza.
Senza di te e senza la tua opera di persuasione coatta questa tesi non
sarebbe stata.


E ringrazio te che ora stai leggendo.

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